Serie A
Breglia Nicola - 07/05/1991

Ruolo: Pilone
Nicola Breglia, il ritorno del gladiatore: da Viadana a L’Aquila, un pilone con l’anima neroverde
In un rugby che cambia in fretta, ci sono uomini che restano simboli. Uno di questi è senza dubbio Nicola Breglia, classe 1991, pilone sinistro forgiato nella tradizione rugbistica aquilana, tornato a vestire la maglia neroverde dopo un lungo viaggio tra le prime linee del campionato italiano. Nato a Stoccarda ma cresciuto sportivamente nel cuore dell’Appennino abruzzese, Breglia ha costruito la sua carriera con disciplina, cuore e una solida tecnica. Alto 177 cm per 110 kg, è il classico esempio di prima linea moderna: roccioso in mischia, ma capace anche di offrire continuità e dinamismo nel gioco aperto. Il suo nome inizia a circolare nei primi anni Dieci, quando si impone nella Rugby L’Aquila come uno dei giovani più promettenti del reparto avanzato. Tra il 2010 e il 2016 difende con orgoglio la maglia della sua città, lasciando il segno sia per rendimento che per leadership silenziosa. Poi il salto verso l’alta competizione: nel 2016 passa al Rugby Viadana, una delle realtà più solide della Top12, voluto dall’argentino Ulises Gamboa, che già lo aveva allenato all’Aquila. In giallonero vive stagioni di alto livello, conquistando anche il Trofeo Eccellenza e affrontando i migliori piloni del panorama italiano. Nel 2022, a distanza di sei anni, l’anello si chiude: Nicola torna a L’Aquila, accolto come un veterano di ritorno dal fronte. Il presidente Scopano lo definisce “un uomo chiave per esperienza e tenuta mentale”. In Serie B si fa sentire: guida i più giovani, regge la mischia e si impone come pilastro di una squadra che punta a risalire. Chi lo conosce lo descrive come un uomo ruvido ma onesto. Uno che non ama i riflettori, ma non si tira mai indietro. Breglia è il simbolo di un rugby autentico, dove la fatica è ancora un valore e dove ogni metro guadagnato ha il sapore della battaglia vinta. In conclusione, Nicola Breglia è molto più di un pilone. È un frammento vivente della memoria rugbistica aquilana. Un uomo che ha conosciuto la gloria, la caduta e la redenzione. E che oggi, con la maglia neroverde addosso, continua a spingere in mischia. Per sé, per la squadra, per la sua città.