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Serie A

Biondi Davide - 17/04/2005

— Renzo Cappelli
Biondi Davide - 17/04/2005

Ruolo: Terza Linea

Davide Biondi, il futuro del rugby parte da L’Aquila

In una città che vive di rugby e che del rugby ha fatto la sua bandiera, cresce un talento che promette di lasciare il segno. Si chiama Davide Biondi, è nato il 17 aprile 2005, e da oggi è ufficialmente uno dei volti su cui La Rugby L’Aquila punta per il proprio futuro. Fisico imponente – circa 1,85 metri per 98 chili – e una mentalità forgiata dal sacrificio e dalla passione, Biondi è il prototipo del giocatore moderno: forte nel contatto, disciplinato, ma soprattutto consapevole del valore della squadra. “Amo il contatto fisico, i sacrifici e il lavoro di gruppo”, ha dichiarato nel giorno della firma del suo primo contratto tra i senior. Cresciuto nel settore giovanile della Rugby Experience School L’Aquila, Davide ha bruciato le tappe. Protagonista nella finale scudetto Under 18, è emerso per capacità di leadership, aggressività nei placcaggi e presenza costante nel gioco aperto. Non è un caso se in tanti lo indicano già come uno dei migliori prospetti abruzzesi della sua generazione. Nell’agosto 2024, la svolta: La Rugby L’Aquila lo accoglie ufficialmente in prima squadra. Un traguardo ma anche un nuovo inizio. Biondi è chiamato a confermare sul campo quanto di buono ha mostrato finora, in un campionato che si preannuncia competitivo. “In questo ambiente posso crescere come giocatore, ma anche come uomo” – ha aggiunto il giovane terza linea, evidenziando come il rugby aquilano sia ancora una scuola di valori, prima ancora che di tecnica. Nel suo percorso, Davide guarda a Jamie Ritchie, terza linea della Scozia e dell’Edinburgh Rugby: un atleta completo, capace di coniugare intelligenza tattica e impatto fisico. Un riferimento non banale per chi ambisce a ritagliarsi un ruolo nel rugby di alto livello. Con l’umiltà dei grandi lavoratori e l’entusiasmo dei 19 anni, Biondi rappresenta oggi una delle speranze più luminose per La Rugby L’Aquila. Una città intera è pronta a seguirlo, sognando – perché no – di rivedere presto un aquilano ai massimi livelli del rugby italiano